Rosazza

Piedicavallo – Rosazza

Per una gita fuori porta ci siamo oggi diretti nel Biellese e precisamente a Piedicavallo, piccolo comune dell’alta val Cervo. All’ingresso del paese svoltando a sx in direzione del torrente Cervo c’è un ampia zona dedicata al parcheggio dei veicoli ad uso gratuito. Di qui iniziano diversi itinerari che portano al lago della Vecchia, alle cascate del Pianlin e ad alcuni rifugi, tra cui l’Alfredo Rivetti e la Punta tre vescovi. La nostra meta sono le cascate del Pianlin che distano circa 30 minuti dal parcheggio.

 

 

Il percorso non è ben segnalato e a parte un cartello all’inizio del sentiero, non abbiamo trovato altre indicazioni. Le indicazioni dei locali sono comunque quelle di seguire il percorso del Cervo. Lungo il cammino si notano ancora i segni dell’alluvione del Ottobre 2020 anche se gli argini sono stati rinforzati e le massicciate ricostruite. Dopo una quindicina di minuti svoltiamo a dx lungo un crinale per visitare il piccolo borgo del Rosei, antico agglomerato rurale che serviva come base di appoggio per accudire il bestiame e le greggi nel periodo estivo. Seguendo il sentiero che attraversa i casolari (E50) si arriva al lago della Vecchia. Fatta alcune foto ritorniamo verso il Cervo alla ricerca delle cascate, ma il percorso è interrotto da una frana dovuta all’ inondazione che ci costringe a ritornare verso Piedicavallo.

 

 

Sulla via del ritorno ci siamo comunque fermati in diversi punti per fotografare scorci suggestivi. Ripresa l’auto decidiamo di fermarci a Rosazza che ha la nomea di Paese misterioso. Ci parcheggiamo di fronte alla chiesa ed andiamo alla ricerca dei simboli esoterici che caratterizzano questa località. Rosazza prende il nome dal suo illustre cittadino Federico Rosazza ,ministro del regno e gran maestro della massoneria.

 

Lungo la via che costeggia il torrente si scorge il “castello” dimora estiva del ministro. Questo edificio progettato da Giuseppe Maffei è circondato da un ampio giardino e l’ingresso è realizzato tramite un arco in pietra sbrecciata che riproduce l’arco di Volterra, opera etrusca del IV secolo a.C. Passeggiando tra le strette viuzze del paese si possono notare alcune fontane differenti tra loro ,ma contrassegnate sempre dagli stessi simboli, la rosa e la stella a 5 punte.Di sicuro interesse anche la Casa Museo di Rosazza, testimonianza dell’alto livello raggiunto dagli abitanti del borgo nel tradizionale mestiere di muratore scalpellino.

 

Anche il piazzale della chiesa presenta 5 tombini con le stelle a cinque punte e i due portali sono sovrastati da un’altra stella e da una svastica, la chiesa è zeppa in ogni dove di rose, simbolico richiamo del cognome del donatore ma anche un fiore considerato “il più delicato e più gentile degli emblemi massonici”.
 

Scorci del luogo