Lago delle fate
Fate, gnomi e streghe sono leggende da sempre collegate ai boschi e alle montagne. Oggi vi porterò a Motta in val Quarazza per scoprire i segreti del lago delle fate.
La leggenda
Il lago delle fate è un bacino artificiale che sorge a poca distanza da una vecchia miniera abbandonata. Secondo gli abitanti della zona, in realtà ci lavorerebbero ancora gli gnomi, (Gut Viarghini) che cercano oro per portarlo al lago dove viene consegnato nelle mani delle fate in cambio di marmellata di more e mirtilli di cui sono particolarmente ghiotti. Le fate ricamerebbero i loro abiti proprio con l’oro degli gnomi e con gli avanzi, creerebbero la polvere magica che serve per farle volare.
Come arrivare
- Da Opaco: si scende con una strada abbastanza lineare fino al comune di Isella, per poi raggiungere la frazione di Motta girando a sinistra. La lunghezza complessiva è di 3km, e il tempo medio impiegato è di circa un’ora.
- Da Isella (parcheggio): partendo dal parcheggio si passa dietro il comune e si raggiunge Motta, per poi arrivare al lago. In questo caso la distanza è di 1,2 km e ci si impiega circa mezz’ora.
- Da Fornarelli (vecchia strada carrabile):si parte da Fornarelli e si scende fino a trovare la vecchia strada carrabile realizzata dagli alpini. Quest’ultima, fra un tornante e l’altro, conduce fino al lago delle fate. La lunghezza totale è di 1 km, da percorrere in 40 minuti.
- Da Fornarelli (sentiero Scheber):si può arrivare in auto fino al posteggio della miniera d’oro di Guia, e poi prendere la scalinata. Superata Motta, si arriva al lago. In questo caso il tragitto è di soli 600 m, e si percorre in 20 minuti.


